Ad intra e ad extra: riposizionamenti spaziali nella letteratura del xx secolo prodotta da donne

Nel presente testo, verranno esaminati alcuni degli spazi narrati da quattro illustri autrici delVentesimo secolo: Maria Aurèlia Capmany, Natalia Ginzburg, Elsa Morante e Mercè Rodoreda. L’analisiinizia con la contrapposizione tra lo spazio interno, legato alla percezione primaria, e lo spazio esterno,influenzato dalle dinamiche sociali. Attraverso i testi proposti, s’indagherà sulla profondità dell’esperienzaumana e sulle inevitabili connessioni spaziali che essa implica. L’analisi metterà in luce, in alcuni casi, lacapacità adattiva delle protagoniste letterarie citate, in altri il loro disagio e in altri ancora la loro abilità nelsapersi riposizionare nello spazio, andando oltre le circoscrizioni imposte loro dalla storia e dalla società.Grazie a questo riposizionamento, vedremo come alcune delle protagoniste si riappropriano dello spaziourbano, tradizionalmente un luogo androcentrico, mentre altre dimostrano non solo di saper custodire lospazio domestico ma anche di saperlo edificare, sostituendo nuove aperture alle limitazioni imposte.Parole chiave: spazio, letteratura, la città, la casa, genealogie letterarie